Santo Stefano

Borghi



Tre località costituiscono la vita dei circa seicento abitanti di questa frazione di Valdobbiadene: la parte alta, la Villa, che si distende dalla chiesetta del cimitero fino alla chiesa parrocchiale; la parte centrale, Teva, lungo il corso del torrente omonimo; il Follo che si adagia a sud verso Colbertaldo e San Giovanni.

Storia
Già nel Quattrocento una comunità di folladori Bassanesi si stabilì nella zona; essi insegnarono ai locali le arti della cardatura, della tintura e della tessitura di lana, canapa e lino. Lungo i filari delle viti cominciarono ad essere coltivate numerose piante di gelsi; le loro foglie, infatti, servivano a nutrire i bachi da seta. Da questi folladori ebbero anche origine il cognome “Follador”, molto diffuso in paese, ed il nome della sua zona tipica: il Follo. Sparsi in tutto il paese sono ancora oggi i vecchi e numerosi casolari.
Negli anni Sessanta il Prosecco ed il Cartizze presero prepotentemente il sopravvento sull’economia locale.

Da Vedere
Oratorio S. Antonio: nel colle sopra la Villa; è la chiesetta, costruita nel XIII secolo, del cimitero di S. Stefano.
Chi lo raggiunge si trova di fronte un pronào maestoso, perfetto, in stile dorico. Sede parrocchiale e intitolato a S. Stefano martire fino al 1784, dopodichè diventò un semplice oratorio. L’intestazione a S. Antonio di Padova comparve per la prima volta nella relazione della visita pastorale del vescovo di Padova nel 1863. Quando il cardinale Barbarigo, infatti, ricostruì la parrocchia di S. Stefano (1674) il colle del cimitero continuò ad essere la sede del centro spirituale.

Anticamente aveva tre altari: il primo dedicato a S. Stefano, il secondo alla Madonna del Rosario e il terzo a S. Giovanni Battista. Lesionato anche dal terremoto del 1873, fu abbattuto e ricostruito nel 1907; le spese furono sostenute dal cav. Antonio Menegazzi, già sindaco di S. Pietro di Barbozza. A lui è la dedica della vistosa lapide funeraria murata sulla facciata della chiesa stessa. Sempre nel 1907 a lavori ultimati l’edificio ottenne solenne benedizione e, tenuto conto del generoso benefattore, fu conservata l’intitolazione a S. Antonio di Padova. Ulteriori restauri furono fatti anche nel 1970. L’attuale edificio sacro misura 15.40 m di lato e 6.20 m di altezza.

La chiesa era una tappa privilegiata del percorso delle Rogazioni. Oggi vi si celebra la messa di S. Antonio, il 13 giugno, e quella per ricordare i Santi e i Morti nelle giornate del 1 e 2 novembre.

Chiesa S. Maria Ausiliatrice
La costruzione risale all’Ottocento per iniziativa di Giovanni Follador (S. Stefano, 1785-Padova, 1863). Sacerdote, fisico, matematico, astronomo, coprì Cattedre al Seminario e all’Università di Padova. Progettò, inoltre, la meridiana nel campanile dell’arcipretale di Valdobbiadene (dotata di calendario zodiacale solare), poi distrutta dai bombardamenti del primo conflitto mondiale. Ogni sabato sera vi è celebrata la Messa prefestiva.

Chiesa parrocchiale di S. Stefano, originariamente dedicata a San Rocco. E´ stata da poco restaurata ed abbellita.




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